Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di Cagliari)

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia, o semplicemente Duomo di Cagliari, si trova nel cuore del quartiere storico di Castello, tra il Palazzo Viceregio e l’Ex Palazzo di Città. È il principale luogo di culto di Cagliari e meta obbligatoria per coloro che vogliono visitare i più importanti monumenti della città.

Storia della Cattedrale di Cagliari

La Cattedrale di Cagliari è uno dei luoghi che meglio riesce a condensare la storia della città, comprendendo un periodo di ottocento anni.

Periodo pisano

Facciata della Cattedrale di CagliariFondata come luogo di culto dai pisani nel 1217, subito dopo il loro insediamento nell’isola, venne intitolata all’Assunzione della Vergine Maria come la cattedrale di Pisa. Eretta secondo un gusto tipicamente romanico, presentava originariamente una pianta rettangolare, suddivisa in tre navate da un colonnato che sorreggeva la copertura lignea della navata centrale e le volte a crociera delle due navate laterali.

Nel 1258, subito dopo la conquista e distruzione della capitale giudicale Santa Igia (Santa Gilla) e della relativa cattedrale di Santa Cecilia da parte dei pisani, la chiesa di Santa Maria di Castello, come allora veniva chiamata, venne elevata al rango di cattedrale ed intitolata, oltre che a Santa Maria Assunta, al culto di Santa Cecilia.

Agli inizi del XIV secolo vennero realizzati il transetto, che trasformò la pianta della chiesa a forma di croce latina, e le relative due porte laterali. Sulla facciata fu, inoltre, aperta una bifora gotica e furono eseguiti interventi sul campanile. Anche la costruzione della prima cappella, in stile gotico italiano, innestata nel braccio sinistro del transetto, si pensa che risalga al primo ventennio del XIV secolo.

Periodo aragonese

Transetto del Duomo di CagliariDopo la conquista di Cagliari da parte degli aragonesi, venne completato il transetto destro ed edificate altre cappelle, delle quali solo quella della "Sacra Spina" (detta anche "Cappella Aragonese") è rimasta intatta.

Quando Cagliari fu capitale del regno di Sardegna, tra il 1326 e il 1720, nella cattedrale prestavano giuramento i rappresentanti dei tre stamenti, o bracci, del parlamento sardo. Ad ogni stamento era assegnato un luogo diverso per le riunioni: nella chiesa di Nostra Signora della Speranza si riuniva lo stamento militare, del quale faceva parte la nobiltà sarda, presieduto dal Marchese di Laconi; nel Palazzo di Città si riuniva lo stamento reale, costituito dai sindaci delle città regie; ed infine nell'arcivescovado si riuniva quello ecclesiastico, con i vescovi delle diocesi sarde. I tre stamenti poi si riunivano in seduta plenaria, alla presenza del viceré, in Cattedrale.

Nel 1618 l'arcivescovo spagnolo Francisco Desquivel fece rialzare il presbiterio per costruire il, così detto, santuario dei Martiri. Nel 1669 un altro vescovo spagnolo, Pietro Vico, decise di riammodernare la chiesa in stile barocco. La ristrutturazione, completata nel 1704, eliminò quasi completamente i caratteri romanici della cattedrale.

Fu restaurata la facciata in stile barocco, le colonne romaniche furono sostituite con pilastri calcarei, il pavimento fu cambiato con uno ad intarsi marmorei, fu edificata una cupola all'incrocio tra la navata centrale ed il transetto, e furono murate le cappelle gotiche, sostituite con i monumenti funebri degli arcivescovi Machin e La Cabra.

Novecento

All’inizio del Novecento, la facciata barocca venne demolita a causa del distacco di alcune sue parti in marmo, decisione alla quale si oppose il soprintendente Dionigi Scano, che propose un lavoro di attento restauro, convinto di trovare l’antica facciata romanica. Nel 1933 venne edificata l'attuale facciata neoromanica in stile pisano, utilizzando la pietra forte del colle di Bonaria e parti della chiesa originaria. Nel 1999 è stato portato a termine il restauro della cupola, del tetto e del campanile.

Architettura esterna del Duomo di Cagliari

Cupola della Cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa CeciliaLa Cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia è uno dei monumenti architettonici più importanti di tutta la città di Cagliari e, insieme alla Torre di San Pancrazio e alla Torre dell’Elefante, delinea il profilo del quartiere storico di Castello. Il prospetto principale, rivolto su piazza Palazzo ed edificato nel 1933 a seguito dei distaccamenti della facciata barocca, rappresenta un magistrale esempio di stile neoromanico, perfettamente integrato nel contesto stilistico e formale della città.

Di fianco al prospetto, verso il Palazzo Viceregio, si staglia la monumentale torre campanaria, risalente alla prima edificazione del XIII secolo, in stile romanico, con pianta quadrata e decorata alla sommità con archi pensili.

Strutturata a salienti, la facciata può essere divisa in due parti analizzabili singolarmente:

  • Parte bassa: alla quale si accede da piazza Palazzo per mezzo di una scalinata, presenta tre portali architravati, uno per ogni navata, separati da lesene e archi pensili, sormontati da lunette ad arco a tutto sesto con mosaici. L’architrave del portale centrale risale alla prima edificazione pisana ed è decorato con motivi fitomorfi. Il mosaico sopra l’architrave rappresenta Theotokos, la Beata Vergine Maria. Nelle lunette sopra i portali delle due navate laterali sono presenti: a sinistra San Saturnino Martire, patrono di Cagliari, e a destra Santa Cecilia Martire, patrona della Cattedrale, raffigurata con il suo simbolo, l’organo.
  • Parte alta: suddivisa a sua volta in tre parti decorate a finte logge e archi a tutto sesto, sorretti da colonne con capitelli corinzi. Tra la finta loggia mediana e quella superiore è presente l’iscrizione in latino Sanctae Mariae Reginae Sardorum, ovvero A Santa Maria Regina dei sardi.

I prospetti laterali dei due lati del transetto, e rispettivi portali, appartengono ai primi decenni del XIV secolo, dai quali si evince chiaramente il passaggio dallo stile romanico pisano a quello gotico aragonese.

Infatti, il portale del braccio settentrionale è in stile tipicamente romanico, mentre quello del braccio meridionale presenta tratti gotici e risulta più ricco di decorazioni, tra cui un frammento di sarcofago romano e una scultura della Madonna col Bambino di scuola toscana, risalente al XIV secolo.

Architettura interna del Duomo di Cagliari

L’interno del Duomo di Cagliari è strutturato secondo l’impianto a croce latina a tre navate, con transetto, abside e dieci cappelle laterali, tre per ogni navata laterale e quattro per il transetto.

Entrati nella Cattedrale è possibile osservare il retro del prospetto principale, la parte più antica della chiesa, nei pressi del quale sono poste due acquasantiere del XVII secolo. Ai lati del portale centrale sono ammirabili due pulpiti derivati da un unico ambone dello scultore Guglielmo, risalente al XII secolo, in origine destinato al duomo di Pisa e sistemato a Cagliari nel 1312.

Originariamente ubicato a destra della navata centrale, in prossimità della terza colonna, l’ambone venne rimosso nel 1669 e diviso nei due pulpiti, posizionati così come oggi possiamo osservarli. Il pavimento, totalmente ricostruito nel 1956, riprende uno schema del XVII secolo, con intarsi marmorei policromi.

Un vero e proprio trionfo di colori si può ammirare sollevando lo sguardo sulla volta della navata centrale, in cui sono presenti gli affreschi di Filippo Figari rappresentanti l’Esaltazione della croce, le Storie di diffusione della fede in Sardegna e La Pietà, risalenti al XX secolo. Sotto il livello calpestabile del Duomo sono presenti molti ambienti sotterranei, per lo più non visitabili, destinati in passato alla sepoltura di personaggi illustri come viceré, nobili e arcivescovi.

L’unica parte visitabile è il santuario dei Martiri, costruito nel 1614 per volere dell’arcivescovo Francisco de Esquivel, costituito da tre ambienti ricavati sotto il presbiterio, conseguentemente innalzato di circa un metro e mezzo e contornato da una balaustra marmorea.

Ai piedi della balaustra di quest’ultimo si trovano i quattro leoni stilofori, originariamente collocati alla base delle colonne che sostenevano l’ambone di Guglielmo. Sul lato destro del presbiterio si trova un altare in marmo del 1702, commissionato dal canonico Pietro Sanna, in cui è collocato un bassorilievo con l'immagine di santa Cecilia, patrona della Cattedrale.

Al centro è presente, come da tradizione, l'altare maggiore, composto da una semplice tavola marmorea retta da cinque colonne in marmo. Dietro l'altare è ammirabile il coro ligneo risalente al ‘600, al centro del quale si può osservare la cattedra vescovile, decorata dallo stemma dell'arcivescovo Pietro Vico. Nella volta è presente il quadro de Gloria di santa Cecilia, realizzato da Antonio Caboni.

Nella parete di fondo trova posto, in una preziosa nicchia, la statua marmorea della Madonna di Monserrato.

Nelle vele della cupola, infine, è presente l’affresco de I quattro evangelisti di Filippo Figari.

Nella navata destra sono presenti tre cappelle, rispettivamente dall’ingresso verso il presbiterio:

  • Cappella di Santa Cecilia, patrona della Cattedrale, in stile barocco-piemontese
  • Cappella di Nostra Signora di Sant’Eusebio, detta anche della Madonna Nera, in cui è presente una statua della Vergine di colore nero proveniente dalla Palestina, unica in Sardegna
  • Cappella di San Michele, in cui è presente un’opera di Giuseppe Massetti, risalente al XVIII secolo, che rappresenta San Michele mentre scaccia gli angeli ribelli

Nella navata sinistra sono presenti altre tre cappelle, rispettivamente dall’ingresso verso il presbiterio:

  • Cappella del Battistero, unica a distaccarsi dallo stile barocco per proporre quello neoclassico ( in auge nel XIV secolo), in cui è presente la vasca che conteneva l’acqua benedetta
  • Cappella di Santa Barbara, al cui centro è rappresentata Santa Barbara che rifiuta di adorare gli idoli pagani
  • Cappella della Madonna della Mercede, al cui centro sono rappresentati la Madonna e i santi dell’Ordine Mercedario.

Nell’ambiente del transetto destro, sulla parete destra, si trova i Mausoleo dell’arcivescovo Bernardo de la Cabra, arcivescovo di Cagliari e prima vittima della peste del 1652 che, come vuole la tradizione, portò i cagliaritani ad invocare la grazia di Sant’Efisio.

Nella parete in fondo è presente l’Altare di Sant’Isidoro, al centro del quale è collocata la tela raffigurante la Madonna Immacolata col Bambino, detta anche Madonna degli Stamenti Sardi perché davanti ad essa giurava il Parlamento sardo.

Nella parete sinistra, sopra la porta di accesso alla sacrestia, si trova invece il Polittico della Crocifissione, datato XVI secolo, così come la cappella della Sacra Spina, chiamata così poiché, in una nicchia sul lato destro, la leggenda narra che si conservi una spina della corona di Cristo.

La cappella, risalente al 1328, anno in cui gli aragonesi presero possesso del Castello di Cagliari, è uno dei primi esempi di architettura gotico aragonese della Sardegna e conserva alcune reliquie di Santa Madre Teresa di Calcutta, San Giovanni XIII e San Giovanni Paolo II. È presente, inoltre, la cappella del Sacro Cuore di Maria, già dedicata a San Saturnino, patrono di Cagliari.

Nel transetto sinistro, vicino al presbiterio, si apre la Cappella del Crocifisso, risalente al XVIII secolo, che ospita un crocifisso ligneo del ‘500 e le statue in legno di San Sebastiano e San Rocco, risalenti al XVIII secolo.

Sulla parete destra si apre la cappella Pisana in stile gotico toscano, la più antica della Cattedrale, risalente al primo ventennio del XIV secolo.

Nella parete di fondo si erge il Mausoleo di Martino il Giovane, infante di Aragona, morto durante la conquista della Sardegna nel 1409.

Nella parete sinistra è invece presente il Monumento Sepolcrale a Monsignor Ambrogio Machìn, arcivescovo di Cagliari e Maestro Generale dell'Ordine Mercedario. In alto sulla sinistra si apre la Galleria Reale, una loggia in legno da cui la famiglia reale dei Savoia assisteva alla messa durante il periodo di esilio a Cagliari, tra il 1799 e il 1814. Sulla volta infine sono raffigurati Cristo Re e San Saturnino, di Filippo Figari.

Che cosa visitare nei pressi Cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia?

Nei pressi del Duomo di Cagliari, nel quartiere storico di Castello, sono visitabili in piazza Palazzo, l’Ex Palazzo di Città, il Palazzo Viceregio, il Museo del Duomo e la piccola Chiesa della Speranza, che officia i riti della dottrina ortodossa.

Dirigendosi verso il Bastione di Saint Remy sono visitabili la Palazzo Boyl e la Torre del Leone, Palazzo Boyl e la Torre del Leone ed il Teatro di Castello. Mentre dirigendosi verso la Cittadella dei Musei si possono ammirare la Torre di San Pancrazio, il Museo d’Arte Siamese, la Pinacoteca, il Museo Archeologico, il Museo Etnografico della Sardegna e il Museo delle Cere Anatomiche.

 

Indirizzo

Piazza Palazzo, 4 Cagliari

Telefono

+39 070 663837

Email

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Bus

7