Area archeologia di Tuvixeddu

L'area archeologica nel colle di Tuvixeddu ospita la più importante necropoli fenicio-punica del Mediterraneo, con migliaia di tombe scavate in un periodo compreso tra il VI ed il III secolo a.C.

Storia di Tuvixeddu

Il periodo dei Fenici ed i Cartaginesi

Il periodo della fondazione della città di Cagliari coincide con la colonizzazione da parte dei Fenici del sud della Sardegna. Intorno al IX e VIII secolo a.C. costruirono dei primi insediamenti tra Marina Piccola, Sant'Elia e la Laguna di Santa Gilla e proprio in quest'ultima fondarono, tra la fine dell'VIII e l'inizio del VII secolo a.C., la città di KRLY.

In seguito approdarono in Sardegna anche i Cartaginesi che, data la posizione strategica dell'isola al centro del Mediterraneo e la ricchezza di risorse, si insediarono nella città Fenicia, contribuendo alla sua crescita e fortificazione. Nacque così un borgo commerciale con intensi traffici marittimi con Tunisia, Spagna, Francia ed Africa, destinato a divenire una grande città con intense attività commerciali, culturali e religiose.

Data la presenza, in questa nuova grande città, di ricchi commercianti ed importanti autorità politiche e culturali nacque l'esigenza di un luogo per il culto funebre riservato a questi personaggi e famiglie abbienti. Venne scelto per questa funzione il Colle di Tuvixeddu.

Camere sepolcrali fenicio-puniche nel colle di Tuvixeddu

Tombe di TuvixedduLa necropoli di Tuvixeddu è costituita da numerosi ipogei (camere sotterranee scavate direttamente nella roccia) dedicati alla sepoltura dei defunti.

Da alcuni pozzi a forma di parallelepipedo, profondi tra i 2 e gli 8 metri, si accedeva ad una stanza dedicata alle sepolture in cui spesso venivano scavati singoli loculi nel pavimento in file parallele, atti alla sepoltura di un singoli individui, ed alcune nicchie alle pareti atte ad ospitare il corredo funebre del defunto. Queste camere svolgevano probabilmente la funzione delle cripte di famiglia moderne e a seguito della sepoltura di un defunto venivano temporaneamente chiuse con lastre di pietra e fermi in legno, in modo da poter essere riaperte per le successive sepolture dei familiari. In seguito venivano chiuse in modo permanente ed i pozzi sotterrati sotto cumuli di terra e pietre.

Il corredo funebre del defunto era costituito sia da oggetti appartenutigli in vita, come anelli, bracciali, amuleti, armi, lucerne e crinali, sia da oggetti destinati ad accompagnare e proteggere il defunto nella vita ultraterrena, quali anfore, ampolle per profumi, contenitori bronzei per amuleti, unguentari e balsamari, urne cinerarie, guttarii a biberon a forma di colomba (tipiche nelle sepolture dei bambini) e statue del dio Bes (divinità del V secolo a.C. di cui alcuni stupendi esemplari sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari). Nei pozzi di accesso alle camere funerarie sono spesso presenti delle incisioni raffiguranti alcuni simboli religiosi, come soli sorridenti, simbolo attribuito a Baal Hammon, la luna, simboleggiante la dea Tanit, fiori e ruote.

In alcune tombe sono presenti anche dei dipinti in ocra rossa, color sangue, di motivi geometrici ed alcune pitture più complesse, il cui esempio più importante si trova nella tomba dell'Urèo, in cui è dipinta una gorgone, delle palmette, il fiore di loto ed il serpente alato "Urèo", figura sacra egizia. Sempre nel colle sono state rinvenute anche diverse tipologie di sepolture, infatti sono presenti dei piccoli loculi singoli atti alla conservazione di urne cinerarie e sovrastate da una stele.

Il periodo romano

Panorama di TuvixedduIl colle di Tuvixeddu, soprattutto la parete del colle che si affaccia sul viale Sant'Avendrace (già anticamente strada che congiungeva l'anitica Caralis alle altre importanti città antiche della Sardegna, come Tharros, Bithia e Nora), vennè utilizzato come spazio dedicato alle sepolture e alla costruzione di monumenti funebri anche dagli antichi romani.

Il più intatto di questi monumenti è senza dubbio la Grotta della Vipera, maestosa grotta scavata nella pietra forte tra la fine del I ed il II secolo d.C., ornata da antichi fregi e poetiche iscrizioni. Questa era il sepolcro di Atilia Pomptilia e prende il nome dalle serpi scolpite nel frontone dell'ingresso. Sempre in questa parete del colle sono presenti, o lo erano, tanti altri sepolcri dedicati a personaggi illustri del periodo romano. 

Tuvixeddu: dal periodo moderno ad oggi

Il giardino di TuvixedduIl colle di tuvixeddu di seguito divenne una cava per l'estrazione di roccia calcarea e lo rimase fino agli anni '80, è ancora presente sulla cima del colle una villa in stile liberty, la villa Massa, appartenuta al proprietario della cava.

Durante la seconda guerra mondiale le sue grotte divennero rifugi ed abitazioni, a causa dei bombardamenti che afflissero la città. In alcuni casi le grotte sono state utilizzate anche come ampliamento delle case costruite a ridosso del colle. Oggi, dopo tanti anni di attesa, la necropoli è parzialmente visitabile.

Lungo un soleggiato percorso è possibile ammirare le antiche tombe e godere della spiegazione di guide esperte. Al centro del percorso è stata impiantata una profumatissima area dedicata alle piante aromatiche mediterranee, in cui son presenti piante di rosmarino, alloro, timo, salvia, lavanda, cisto e tante altre. Per ammirare alcuni reperti rinvenuti nel colle e consigliato visitare il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari ospitato nella Cittadella dei Musei.

Cosa visitare nelle vicinanze della Necropoli di Tuvixeddu

Per pertinenza e vicinanza consigliamo di visitare la Grotta della Vipera in Viale Sant’Avendrace.

Indirizzo

Via Falzarego, 49 Cagliari

Bus

1 - 10