Cripta di Santa Restituta

La Cripta di Santa Restituta, in via Sant’Efisio a Cagliari, è un ambiente sotterraneo sopra il quale venne fondata la Chiesa di Santa Restituta, oggi in fase di restauro. La tradizione identifica questa cavità come il luogo dove venne martirizzata Santa Restituta.

La storia della Cripta

Altare della cripta di San RestitutaLa Cripta o carcere di Santa Restituta, in parte grotta naturale ed in parte scavata nella roccia, si trova lungo la via intitolata al santo più importante per la città di Cagliari, Sant’Efisio, per il quale ogni anno sfila un imponente corteo durante le celebrazioni in onore di un voto risalente al 1652.

La grotta risale all’epoca tardo-punica, periodo durante il quale fu una cava di blocchi di calcare. In epoca romana, l’ipogeo venne utilizzato come deposito di anfore fino al I secolo d.C. ed in seguito divenne luogo di culto cristiano in onore di Santa Restituta, martire di origine africana, le cui reliquie arrivarono nell’isola intorno al V secolo.

Nel 1263 la cripta fu visitata dell’arcivescovo di Pisa ed, in seguito, fu soggetta ad un nuovo lungo periodo di abbandono, dovuto al maggior afflusso di fedeli verso le nuove chiese di Sant’Anna e San Francesco. Fu solo nei primi anni del XVII secolo, durante la "Ricerca dei Corpi Santi", che l’ambiente sotterraneo venne riscoperto e liberato dal meriale che lo aveva ridotto alla funzione di semplice magazzino, con il ritrovamento delle reliquie della Santa in un’olla di terracotta.

Successivamente la Santa venne identificata come la madre di Sant’Eusebio, vescovo di Vercelli, e le vennero attribuite origini locali. Addirittura, nel XIX secolo, era radicata la convinzione che la chiesa edificata sopra la cavità fosse effettivamente la casa natale del vescovo di Vercelli.

Interno della cripta di San RestitutaMolte sono le storie di fede e di speranza che vengono tramandate ancora oggi e che parlano della Cripta di Santa Restituta. Si racconta, infatti, che una colonna in marmo, attribuita al martirio della Santa, conservata in uno dei tanti ambienti sotterranei di cui la cripta è costituita, fosse venerata in modo viscerale da parte delle donne cagliaritane, al punto che l’arcivescovo ordinò che venisse murata “onde impedire certi abusi che se ne facevano”, e che in un altro ambiente, ritenuto il luogo preciso del martirio, si facessero rotolare i bambini nella polvere allo scopo di curare il vaiolo.

Nel corso della seconda Guerra Mondiale l'ipogeo fu riutilizzato dai cagliaritani come rifugio per sfuggire ai bombardamenti, ma se per tanti fu un luogo di salvezza, per altri lo fu di morte. Il 17 Febbraio 1943, infatti, durante l’ennesimo bombardamento, la folla spaventata accorse verso lo stretto ingresso della cripta e molti furono travolti e schiacciati.

In quello stesso periodo le reliquie di Santa Restituta vennero trasferite nella chiesa di Sant'Anna al fine di preservarle dai bombardamenti. Se ne persero però le tracce fino al 1997, quando vennero ritrovate in un ambiente abbandonato della chiesa all’interno di un’urna lignea rivestita di stoffa, risalente al XVIII secolo, recante un’iscrizione che le identificava come reliquie di Santa Restituta.

La cripta, dalla fine degli anni ’70, è stata soggetta ad ingenti opere di scavo e restauro promosse dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano.

Caratteristiche architettoniche della Cripta di Santa Restituta

La Cripta di Santa Restituta è un ambiente sotterraneo di forma irregolare allungata, lungo il cui perimetro si affacciano molti vani di varie dimensioni.

E’ presente un grande ambiente centrale, collegato con l’esterno per mezzo di due scalinate scavate nella roccia, le cui pareti erano dipinte con numerosi affreschi, dei quali è giunto fino a noi solo uno raffigurante San Giovanni Battista, datato XIII secolo. Sono presenti, oltre l’altare maggiore sul quale è posta la statua in marmo di Santa Restituta, altari minori con le rappresentazioni di Santa Enedina, Santa Giusta e Santa Giustina.

L’antico altare minore venne distrutto nel 1614 durante la ricerca delle reliquie della Santa di origine africana.

Il vescovo di Cagliari, Francesco Desquivel, a seguito dei ritrovamenti si adoperò per portare avanti una campagna di lavori atti ad abbellire l’altare maggiore, con il suo rialzamento e la creazione di tre nuove nicchie, la centrale per le reliquie della santa e le due laterali per Sant’Eusebio ed Eusebia abbadessa.

Nel 1620, a seguito dei ritrovamenti di altri presunti corpi santi, si decise di abbellire ulteriormente l’ambiente sotterraneo, aggiungendo il grande altare della cappella di fondo, coronato da un grande arco adornato con motivi fitomorfi e punte di diamante.

Che cosa visitare nei pressi della Cripta di Santa Restituta?

La Cripta di Santa Restituta si trova immersa nel quartiere storico di Stampace, a pochi passi dal quartiere storico della Marina, e da piazza Yenne. Si trova inoltre nei pressi della Chiesa Sant’Efisio e relative Carceri, della Chiesa di Sant’Anna e da quella di San Michele.

Gestione

Orientare - Associazione Culturale

Indirizzo

Via Sant'Efisio, 14 Cagliari

Telefono

+39 366 2562826

Email

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