L'Anfiteatro Romano di Cagliari

L’Anfiteatro Romano è il più importante ed imponente edificio non solo della Cagliari romana ma di tutta la Sardegna di quel periodo. Edificato in più fasi, tra il I e II secolo d.C., è sito in via Sant’Ignazio da Laconi a Cagliari.

La storia dell'Anfiteatro

Panoramica dell'Anfiteatro Romano di CagliariLa storia dell'Anfiteatro di Cagliari è legata all’antica città di Karalì: fondata da mercanti fenici nei pressi della dello Stagno di Santa Gilla nell’XVIII sec. a.C., la città passò dall’essere un semplice scalo commerciale ad acquisire sempre maggiore importanza. Tra il VI e il III sec. a.C., grazie alla sua posizione favorevole al centro del Mediterraneo, la città divenne un vero e proprio scalo commerciale per i prodotti cerealicoli coltivati in tutta la piana del Campidano.

Nel 238 a.C., all’indomani della prima guerra Punica, Karalì entrò a fare parte dei domini di Roma diventando capitale amministrativa della Provincia Sardinia ed ospitando la sede del governatore. Fu nei decenni successivi che la città acquisì l’appellativo plurale di Carales, infatti i romani cominciarono a sviluppare nuovi centri abitati ai piedi della rocca di Castello là dove oggi sorgono i quartieri storici di Marina e Stampace, facendo assumere alla città la sua tipica conformazione policentrica.

Intorno al 46 a.C., dopo aver appoggiato Cesare nella lotta contro Pompeo, la città venne elevata a "Municipium" con conseguente concessione di cittadinanza romana a tutti i suoi abitanti. Successivamente, durante il dominio di Ottaviano Augusto, figlio adottivo di Cesare, la Carales fiorì economicamente con un conseguente sviluppo edilizio che permise la costruzione di edifici pubblici, interi quartieri e, presumibilmente, dell’Anfiteatro. Fu proprio durante il periodo Imperiale, tra il I sec. a.C. e il V sec. d.C., che si sviluppò maggiormente l’usanza quotidiana, di tutte le classi romane, del “divertimento”. Circa metà dell’anno era dedicata infatti ai ludi, eventi che comprendevano spettacoli di lotta tra gladiatori o animali, corse di cavalli e spettacoli teatrali di tragedia e commedia.

A seguito della diffusione del cristianesimo tra i ranghi dell’Impero romano, gli spettacoli dei gladiatori divennero sempre più impopolari e nel 438 d.C. furono proibiti per legge dall’Imperatore Valentiniano III. L’anfiteatro cadde così in disuso e poi in rovina. Durante il medioevo venne utilizzato come cava dai vari conquistatori della città per costruire nuovi edifici e fortificazioni.

Durante il XIV sec. il Comune di Cagliari acquisì tutta la struttura ed affidò gli scavi di studio a Giovanni Spano. Dal 2000 al 2011, l’anfiteatro ospitò spettacoli e concerti durante la stagione estiva e venne dotato di una struttura temporanea formata da impalcature metalliche e assi di legno che ne causarono un notevole degrado. Dal 2011 l’Amministrazione cittadina si è adoperata a rimuove tali strutture al fine di riportare l’area alla funzione di sito archeologico.

Gli spettacoli nell’anfiteatro

Cunicolo dell'Anfiteatro romano di CagliariDurante il periodo dei ludi la mattina era solitamente dedicata alle venationes, incontri tra gladiatori e animali o tra animali e altri animali che, grazie all’aiuto di imponenti scenografie, volevano dare l’illusione di vere e proprie scene di caccia. Erano spesso impiegati animali esotici provenienti dall’Africa che accendevano l’entusiasmo e accrescevano la curiosità del pubblico che accorreva per assistere a questi spettacoli.

All’ora di pranzo, nell’arena, venivano eseguite le pene capitali dei condannati di basso ceto sociale, in modo estremamente violento e crudele.

Per rendere l’esecuzione più avvincente, spesso si allestiva una recita a sfondo storico o mitologico in cui i condannati, travestiti da Orfeo, Europa o Pasifae, venivano fatti divorare da animali inferociti nella famosa damnatio ad bestias, oppure fatti lanciare nel vuoto nei panni di Icaro. Numerosi furono i cristiani martirizzati per la loro fede durante questi spettacoli.

Durante il pomeriggio si svolgeva lo spettacolo più seguito ed atteso, la lotta tra gladiatori, altresì detta munera gladiatoria. I gladiatori, solitamente criminali condannati a morte, prigionieri di guerra, schiavi, ma anche uomini liberi in cerca di lauti guadagni a rischio della loro stessa vita, venivano sempre sottoposti ad un rigido periodo di allenamento prima di partecipare ai giochi, in apposite caserme chiamate ludi. Si suppone che il ludus della città di Cagliari si trovasse dove oggi sorge l’Orto dei Cappuccini, poiché vi sono stati ritrovati trenta maniglioni scavati nella roccia e, per legge romana, ogni caserma poteva ospitare massimo trenta gladiatori.

Gli spettacoli dei gladiatori, offerti a titolo gratuito per scopi di propaganda politica, venivano sempre preceduti da ricchi banchetti ai quali seguiva la pompa gladiatoria, durante la quale sfilavano i combattenti. Infine i gladiatori, dopo aver prestato il giuramento di combattere con lealtà e coraggio davanti ad un magistrato e al popolo presente, e dopo aver effettuato degli esercizi di riscaldamento con armi inoffensive, passavano al combattimento vero e proprio.

Se uno dei gladiatori veniva ferito durante lo scontro aveva la possibilità di arrendersi e rimettersi alla volontà del popolo che poteva richiederne la grazia, se aveva combattuto valorosamente, con il pollice rivolto verso l’alto, oppure negargliela con il pollice verso il basso condannandolo ad esecuzione immediata da parte del vincitore. Il premio per il gladiatore vittorioso consisteva in una palma della vittoria, a volte una corona ed ingenti somme di denaro o tesori. I cadaveri dei caduti infine venivano trasportati fuori dall’arena da inservienti travestiti da Caronte, la divinità etrusca degl’inferi.

Caratteristiche architettoniche dell'Anfiteatro Romano

L’Anfiteatro Romano di Cagliari, originariamente di forma ellittica, era per metà scavato nella viva roccia e per metà realizzato in calcare bianco a formare una facciata che si elevava per circa 20 metri.

La sua dimensione stimata secondo gli ultimi studi, per quanto è possibile capire a seguito degli ingenti lavori di asportazione di materiali avvenute durante i secoli, è di 46 x 31 m circa con un perimetro di 121 m ed una superfice di 1124 mq.

L’inclinazione delle gradinate variava dai 30° ai 40°, il che permetteva a tutto il pubblico, stimato ad un massimo di 7812 unità, di godere degli spettacoli senza impedimenti e riparato dal sole cocente da una struttura di riparo detta velarium.

Il monumento ricalca lo schema architettonico tipico degli anfiteatri costruiti a cavallo tra l’età repubblicana e quella imperiale. L'arena, posta al centro di un grande spazio vuoto, era circondata dalla cavea, sui quali trova spazio il pubblico nei loca, divisa in tre grandi livelli di gradinate.

A queste ultime era possibile accedere tramite passaggi ed accessi specifici per ogni ceto sociale, detti ambulacra e vomitoria.

Nella prossimità dell’arena era presente il podium, un largo gradino dove prendevano posto i personaggi più illustri, i decuriones.

La gradinata dedicata al pubblico era divisa in:

  • maenianum primum, era riservato ai familiari dei decuriones e i cittadini di rango elevato
  • maenianum secundum imum, per i cittadini liberi meno facoltosi
  • maenianum secundum summum, per le donne e gli schiavi

L’arena era circondata, dietro il muro del podio, da un lungo corridoio chiamato cryptae, nel quale trovavano collocazione le gabbie per gli animali feroci, dette carceres. Al di sotto del piano di calpestio infine erano presenti le fossae, ambienti di servizio utilizzati per i macchinari che movimentavano le scene. L’Anfiteatro, oltre che ospitare gli spettacoli, assolveva anche alla funzione di recupero delle acque piovane tramite un sistema di canalizzazione e cisterne.

Che cosa visitare nei pressi dell’Anfiteatro Romano di Cagliari?

Le rovine dell’Anfiteatro Romano di Cagliari si trovano nei pressi della Villa di Tigellio, e possono costituire un valido spunto per un tour all’insegna della Cagliari romana. A poca distanza possono essere visitati l’Orto Botanico, oasi di pace e verde nel cuore della città, la Cittadella dei Musei, che comprende il Museo Archeologico, la Pinacoteca, il Museo d’Arte Siamese, il Museo Etnografico ed il Museo delle Cere Anatomiche, e la Torre di San Pancrazio.

Gestione

La Memoria Storica soc. coop.

Indirizzo

Viale Sant'Ignazio da Laconi, Cagliari

Telefono

+39 070 2310022 - 33

Email

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